Il termine ultimo per l’adeguamento ai requisiti di accessibilità previsti dalla Legge 4/2004 (cd. Legge Stanca) dei siti web e delle applicazioni mobili (app) di titolarità degli erogatori privati destinatari della normativa scadrà il prossimo 5 novembre 2022. Così è stato stabilito dal d.lgs n. 82/2022 che, in esecuzione della Direttiva UE 2019/882 sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi, ha modificato il co. 2 bis dell’art. 4 della Legge Stanca, posticipando il termine di adeguamento dal 28 giugno 2022 al 5 novembre 2022.

Bisogna, quindi, attivarsi immediatamente, ove non ancora fatto, per scongiurare possibili sanzioni da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID).

 

Il quadro normativo

In Italia la materia dell’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili è stata affrontata sin dal 2004 con la Legge Stanca recante disposizioni per favorire e semplificare l’accesso degli utenti e, in particolare, delle persone con disabilità agli strumenti informatici. Ispirata ai principi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e relativo protocollo addizionale[1], la disciplina è stata successivamente integrata in ottemperanza alle normative internazionali ed europee in materia. In particolare, incoraggiato dalla direttiva (UE) 2016/2102 relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici[2] e nelle more dell’adozione della disciplina di recepimento della direttiva (UE) 2019/882 sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi, il Legislatore italiano ha esteso il campo di applicazione della Legge Stanca, che fino a quel momento aveva da sempre determinato le linee guida per i siti web e le app delle sole Pubbliche Amministrazioni, enti pubblici economici, aziende private concessionarie di servizi pubblici e di tutti quei soggetti elencati al co. 1 dell’art. 3 della citata legge, anche ad altri soggetti giuridici. Più dettagliatamente, il d.l. n. 76/2020 (cd. Decreto Semplificazioni, convertito con modifiche dalla l. n 120/2020) ha inserito tra i destinatari della disciplina de qua anche i soggetti erogatori, “diversi da quelli di cui al comma 1, che offrono servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni mobili, con un fatturato medio, negli ultimi tre anni di attività, superiore a cinquecento milioni di euro” (art. 3, co. 1 bis della Legge Stanca).

 

Gli obblighi per l’accessibilità e le Linee Guida dell’AgID

A seguito delle modifiche apportate dal Decreto-legge del 2020, i siti web e le applicazioni mobili realizzate dai soggetti di cui al co. 1 bis dell’art. 3 devono adeguarsi alle disposizioni in materia di accessibilità entro la data stabilita, salvi i casi in cui ciò imponga un onere sproporzionato come definito dal successivo articolo 3ter. Ne consegue, quindi, che anche a tali soggetti privati è esteso il divieto – già esistente per i soggetti pubblici – di stipulare contratti per la realizzazione e la modifica di siti web e app non conformi ai requisiti di accessibilità, pena la nullità del contratto.

In pratica, affinché chiunque possa accedere ai siti web e alle app è necessario che questi siano percepibili, utilizzabili, comprensibili e solidi. Il rispetto di questi quattro principi garantisce l’accessibilità allo strumento informatico, assistendo non solo le persone con disabilità gravi o permanenti (es. cecità, daltonismo, problemi di udito, ridotta mobilità degli arti), ma anche altre persone con limitazioni di funzionalità meno gravi o solo temporanee come chiunque stia usando il proprio dispositivo alla luce diretta del sole, viaggiatori che si trovano in una stazione rumorosa e desiderano vedere un video senza cuffie o una persona che si è rotta un braccio. Per ognuna di queste limitazioni, gravi o lievi che siano, i siti web e le app dovrebbero essere implementati mediante, ad esempio, la scelta di caratteri più grandi e comprensibili, l’inserimento di sottotitoli nei video, la creazione di pulsanti più grandi su cui cliccare, la garanzia che il servizio sia fruibile e consultabile anche da utenti che usano dispositivi come lettori di schermo (screen reader) e assistenti vocali o altre tecnologie assistive.

Pertanto, conformemente ai detti principi il 16 maggio 2022 l’AgID ha adottato delle Linee Guida per i soggetti privati[3], richiamando le definizioni e i criteri già inseriti nelle precedenti Linee Guida sull’accessibilità degli strumenti informatici per le PA[4], considerati i riferimenti sia nazionali che internazionali in materia, sia di natura normativa che tecnica[5]. Nello specifico, sono elencati i requisiti tecnici per l’accessibilità degli strumenti informatici, ivi inclusi i siti web e le applicazioni mobili, nonché le metodologie e i criteri tecnici per la verifica di conformità a tali requisiti.

Per di più, insieme alle Linee Guida l’AgID ha reso disponibile online un Modello di Dichiarazione di accessibilità, che i soggetti erogatori devono rilasciare e aggiornare entro il 23 settembre di ogni anno per i siti web e le app di cui sono titolari, come previsto dall’art. 3quater della Legge n. 4/2004. Una volta compilata la dichiarazione, in caso di siti web, questa deve essere posta nel footer con apposito link alla “Dichiarazione di Accessibilità”, mentre per le app deve essere inserita nella sezione dedicata alle informazioni generali riportate nello store e nel relativo sito web del soggetto erogatore.

 

Monitoraggio e sanzioni

Qualora un sito web non fosse conforme ai principi sopra richiamati, dal 5 novembre del corrente anno l’AgID, a seguito di un procedimento di verifica, potrebbe invitare il titolare ad attuare determinate richieste finalizzate al miglioramento del servizio digitale entro un termine prestabilito, scaduto il quale effettuerà nuove verifiche. Qualora l’inaccessibilità dovesse persistere, la procedura, dettagliatamente descritta in apposito Regolamento adottato dal AgID con la determinazione n.1 17/2022[6], si concluderà con l’irrogazione di una sanzione amministrativa (fino al 5% del fatturato), fermo restando il diritto del soggetto discriminato ad agire ai sensi della legge n. 67/2006.

Doveroso segnalare, infine, che ai fini della pianificazione periodica delle verifiche d’ufficio, l’AgID terrà conto anche delle segnalazioni inoltrate da soggetti interessati che abbiamo precedentemente notificato ai soggetti erogatori eventuali non conformità dei siti web e delle applicazioni mobili ai principi di accessibilità, richiedendo le informazioni non accessibili e l’adeguamento dei sistemi, senza ottenere una risposta soddisfacente o senza riceverla affatto.

 

Prospettive future

L’estensione degli obblighi per l’accessibilità ad un numero sempre maggiore di soggetti giuridici è strumento imprescindibile per una reale soppressione di tutte quelle barriere di varia natura che possono essere d’ostacolo a quanti, portatori di “limitazioni di funzionalità”, hanno il diritto di accedere senza discriminazioni a tutti i diritti riconosciuti agli altri consociati. In tal senso, val la pena segnalare che la direttiva UE 2019/882 ha esteso gli obblighi di accessibilità a tutti gli operatori economici del settore pubblico e privato (con le dovute eccezioni) che operano nell’ambito dei servizi di comunicazione elettronica, di accesso a media audiovisivi, bancari, di trasporto e altri indicati nella normativa. A partire dal 28 maggio 2025, quindi, questi soggetti saranno obbligati a immettere nel mercato solo prodotti e fornire servizi che siano conformi ai requisiti di accessibilità, mediante siti web o applicazioni mobili percepibili, utilizzabili, comprensibili e solidi.

In conclusione, le nuove sfide imposte dalla digitalizzazione della società e dalle nuove modalità di accesso alle informazioni e ai servizi rendono necessario adoperarsi sin da ora affinché il concetto di accessibilità venga inteso non più come soppressione delle barriere già esistenti, bensì, in un’ottica preventiva, come l’insieme dei principi e delle tecniche da adottare sin dalla progettazione e costruzione dei prodotti e dei servizi.

Paola Patriarca

[1] La Convenzione è stata adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, sottoscritta dall’Italia il 30 marzo 2007 e ratificata con l. n. 18/2009.

[2] Attuata con d.lgs. n. 106/2018.

[3] Consultabili al seguente link: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/linee_guida_accessibilit_erogatori_art_31bis.pdf .

[4] Consultabili al seguente link: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/linee_guida_accessibilita_versione_rettifica_del_23_luglio_2020_002.pdf .

[5] Ex multis la norma tecnica europea EN 301 549 V3.2.1 (2021-03) HARMONISED EUROPEAN STANDARD “Accessibility requirements for ICT products and services” vigente, disponibile con traduzione ufficiale in lingua italiana come norma UNI CEI EN 301549 vigente e più volte richiamata all’interno delle Linee Guida.

[6] Consultabile al seguente link: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/regolamento_accessibilit_l42004_vigilanza_e_sanzionatorio.pdf .

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