Il Garante ha sanzionato, con una pena pecuniaria di 10.000 euro, una società che inviava e-mail dal contenuto pubblicitario a utenti, i cui recapiti erano stati reperiti in elenchi pubblici, in assenza di consenso.

Nel provvedimento si evidenzia che l’unico caso ammesso per l’uso di e-mail in assenza di un consenso è quello previsto dall’art. 130, co. 4 del Codice privacy, dove si ammette che il consumatore, che ha già acquistato dal titolare, riceva comunicazioni commerciali su beni o servizi analoghi. In questi casi, deve comunque essere consentito al destinatario della comunicazione di opporsi a successivi invii (ad esempio, con il tasto di unsubscribe).

I principi fissati sono quindi i seguenti:

  1. Non è sufficiente inserire una modalità che consente all’utente di cancellarsi;

  2. La circostanza che i dati di contatto siano all’interno di elenchi pubblici non ne legittima l’uso per finalità promozionali;

  3. È necessario acquisire preventivamente il consenso alle comunicazioni commerciali;

  4. L’unica eccezione è rappresentata dall’art. 130, co. 4 del Codice privacy, dove si prevede che l’utente – che ha stipulato precedentemente un contratto con il titolare del trattamento – riceva comunicazioni relative a prodotti o servizi analoghi;

  5. Anche in quest’ultimo caso, deve essere consentito all’utente di opporsi a successive comunicazioni con mezzi semplici (es. con un link di unsubscribe).

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