Le operazioni di aumento di capitale e il diritto di opzione nel diritto societario post pandemia. Nel Supplemento ordinario n. 33 della Gazzetta Ufficiale n. 228 del 14 settembre 2020, è stata pubblicata la Legge 11 settembre 2020, n. 120 che converte in legge, con modificazioni, il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (cosiddetto “Decreto Semplificazioni”), recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale. 

Il provvedimento è entrato in vigore a partire dal 15 settembre 2020 e segue il filone di interventi legislativi resi necessari dall’emergenza sanitaria (ossia i decreti conosciuti come “Cura Italia”, “Liquidità” e “Rilancio”) per il rilancio dell’economia gravemente colpita dal Covid-19.

In tema di diritto societario, oltre ad una più precisa definizione delle misure inerenti alle procedure di cancellazione d’ufficio delle società dal Registro delle imprese, la Legge 120/2020 ha apportato alcune modifiche alle disposizioni dettate dal Decreto Semplificazioni in tema di aumenti di capitale e diritto di opzione. 

Più nel dettaglio, rispetto a quanto già previsto nell’articolo 44 del Decreto Semplificazioni, le principali novità introdotte dalla Legge 120/2020 riguardano l’estensione del periodo di vigenza delle particolari regole dettate in tema di aumenti di capitale, nonché la loro applicazione anche alle S.r.l.

Il legislatore ha voluto, così, ulteriormente semplificare la disciplina precedentemente introdotta dalla legislazione emergenziale in materia societaria. 

L’articolo 44 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, all’esito dell’attività di conversione e parziale modifica operata dalla legge 120/2020, prevede oggi da un lato, misure di carattere transitorio e, dall’altro, modifiche destinate ad operare anche al termine del periodo di emergenza

Le misure di carattere transitorio: riduzione dei quorum deliberativi

Misure di carattere transitorio sono quelle in tema di riduzione dei quorum assembleari necessari a deliberare gli aumenti di capitale, originariamente pensate dal Decreto semplificazioni solo per le S.p.A., oggi estese anche alle S.r.l. ad opera della legge di conversione.

L’articolo 44 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 coordinato con la legge 120/2020, in deroga alla disciplina codicistica sul tema, stabilisce che, ferma restando la necessaria presenza in assemblea di tanti soci quanti rappresentano la maggioranza del capitale sociale, fino alla data del 30 giugno 2021 (precedentemente 30 aprile 2021):

“sono approvate con il voto favorevole della maggioranza del capitale rappresentato in assemblea, anche qualora lo statuto preveda maggioranze più elevate, le deliberazioni aventi ad oggetto:
a) gli aumenti del capitale sociale mediante nuovi conferimenti, ai sensi degli articoli 2439, 2440 e 2441 del codice civile;
b) l’introduzione nello statuto della delega agli amministratori ad aumentare il capitale sociale, ai sensi dell’articolo 2443 del codice civile, per aumenti di capitale da deliberare fino al 30 giugno 2021”.

La deroga ai quorum deliberativi sancita dall’articolo 44 sembrerebbe operare, dato l’espresso richiamo all’articolo 2441 del codice civile ad opera del comma 1 della disposizione citata, anche rispetto alle deliberazioni di aumento di capitale che escludono o limitano il diritto di opzione in presenza di un “interesse della società” che esiga una tale esclusione o limitazione, nonché rispetto alle deliberazioni assembleari che escludono il diritto di opzione rispetto alle azioni di nuova emissione, qualora queste siano offerte in sottoscrizione ai dipendenti della società o di società che la controllano o che sono da essa controllate.

Con specifico riguardo alle S.p.A. con azioni quotate in mercati regolamentati o negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione (ossia le S.p.A. “aperte”), inoltre, l’articolo 44 del testo coordinato prevede che, sino alla data del 30 giugno 2021, l’assemblea può deliberare l’aumento del capitale sociale mediante nuovi conferimenti, con esclusione del diritto di opzione – ai sensi dell’articolo 2441, quarto comma, secondo periodo, del codice civile – anche in mancanza di espressa previsione statutaria, nei limiti del 20% del capitale sociale preesistente.
È stata invece eliminata in sede di conversione la previsione che consentiva l’approvazione a quorum ridotto anche delle delibere di modifica dello statuto con introduzione della clausola che consente l’esclusione del diritto d’opzione per le S.p.A. quotate.

Le stesse deroghe previste in tema di S.p.A. “chiuse” sono estese alle S.r.l. – mediante espresso richiamo agli articoli 2480, 2481 e 2481bis del codice civile – a differenza di quanto precedentemente previsto dal testo normativo ante conversione.
Di conseguenza, anche le S.r.l., fino alla data del 30 giugno 2021 e a condizione che l’assemblea sia costituita con la presenza di almeno la metà del capitale sociale, potranno deliberare operazioni di aumento di capitale con il voto favorevole della maggioranza dei presenti, in deroga a quanto stabilito dall’articolo 2479-bis del codice civile.
Alla luce di ciò, le S.r.l. potranno, in presenza della clausola statutaria prevista dall’art. 2481-bis, comma 1, del codice civile, deliberare – con il quorum ridotto – anche aumenti di capitale sociale a pagamento con esclusione o limitazione del diritto di opzione spettante ai soci.

Tali misure appaiono fortemente ispirate dalla necessità di rendere più agevole e snello il procedimento deliberativo delle operazioni di aumento di capitale, ad oggi fondamentali per le società italiane per risollevarsi dalle difficoltà economiche causate dai mesi di inattività dovuti alla pandemia.

Le modifiche di carattere definitivo: il diritto di opzione

L’articolo 44, comma 4,  del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 coordinato con la legge 120/2020, detta le modifiche apportate all’articolo 2441 del codice civile, in tema di diritto di opzione nell’ambito della disciplina delle S.p.A., destinate ad operare anche al termine del periodo di emergenza. 

a) Si tratta, in particolare, di: a) la riduzione (da 15 a 14 giorni) del termine utile per l’esercizio del diritto di opzione, decorrente dalla pubblicazione dell’offerta nel sito internet della società o, in mancanza, dall’iscrizione della stessa nel Registro delle Imprese;

b) l’estensione delle disposizioni dettate per le società con azioni quotate in un mercato regolamentato  in tema di diritto di opzione anche alle società con azioni negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione. Si tratta, in particolare, dell’estensione a tali società della: a) possibilità per gli amministratori di offrire sul sistema multilaterale di negoziazione i diritti di opzione rimasti non esercitati, per conto della società,  entro il mese successivo alla scadenza del termine di 14 giorni indicato nel comma 2 dell’articolo 2441 del codice civile; e b) esclusione statutaria del diritto di opzione, ai sensi del comma 4 dell’articolo 2441 del codice civile, nei limiti del 10% del capitale sociale preesistente, a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni (purché: il prezzo di emissione sia pari al valore di mercato delle azioni; tale prezzo sia confermato in apposita relazione da un revisore legale o da una società di revisione legale; e le ragioni dell’esclusione o della limitazione risultino dalla relazione degli amministratori, di cui alla successiva lettera c);

c) in tema di esclusione statutaria del diritto di opzione ai sensi del comma 4 dell’articolo 2441 del codice civile, l’introduzione dell’obbligo degli amministratori di redigere un’apposita relazione in cui si illustrano le ragioni dell’esclusione o della limitazione e i criteri adottati per la determinazione del prezzo di emissione delle azioni. Tale relazione, a differenza di quella prevista al successivo comma 5 (la quale va comunicata al collegio sindacale o al  consiglio di sorveglianza – nonché al soggetto incaricato della revisione legale dei conti – affinché esprima il proprio parere sulla congruità del prezzo  di  emissione  delle  azioni), andrà depositata a cura degli amministratori presso la sede sociale e pubblicata nel sito internet della società entro il termine della convocazione dell’assemblea, salvo quanto previsto dalle leggi speciali.

Di Anna Corona Di Giacomo


Immagine di Mike Kononov su Unsplash

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