L’Autorità Garante per le Garanzie nelle Comunicazione con il provvedimento n. 224/22 del 23 giugno 2022 ha emanato una sanzione di oltre 23 milioni di euro per secondary ticketing nei confronti della società Viagogo AG (di seguito, la “Società”o “Viagogo”), una delle piattaforme più grandi al mondo di acquisto di biglietti di eventi sportivi, musicali e di intrattenimento.

In data 4 ottobre era pervenuto alla Società l’atto di Contestazione n.2/21/ DSDI, recante “Contestazione alla società Viagogo AG per la violazione dell’articolo 1, comma 545, legge 11 dicembre 2016, n.232 8 (legge di bilancio 2017)”. Dalle verifiche effettuate da parte dell’Autorità era emersa la violazione della predetta normativa attraverso la messa in vendita di una considerevole quantità di biglietti con prezzi superiori, anche di 6-7 volte il prezzo nominale di vendita sul canale primario, nonché si accertava il ruolo attivo da parte della Società durante la fase di vendita.

Tali biglietti avevano ad oggetto circa 131 eventi dello spettacolo dei più noti artisti italiani e internazionali su tutto il territorio nazionale, tra cui, ad esempio: Sting, Enrico Brignano, Gazzelle, Ultimo, Vasco Rossi, Dua Lipa, Bocelli, Maneskin etc.

In seguito alle suddette accertate violazioni, l’AGCOM ha sanzionato la Società consentendole altresì la possibilità di procedere al pagamento della sanzione in misura ridotta. Al contrario, Viagogo AG ha impugnato il provvedimento sanzionatorio e con la propria memoria difensiva ha presentato le seguenti deduzioni, asserendo che:

  1. agisce come mero intermediario e pertanto in qualità di hosting provider passivo, in quanto, non interferisce con gli inserzionisti che pubblicano gli annunci sulla piattaforma “Viagogo”, ma si limita ad acquisire in modo passivo i dati inseriti con modalità e tecniche automatizzate, agevolando un efficace incontro tra domanda e offerta di mercato per le parti interessate (venditore e acquirente). Pertanto, la Società non pone in essere alcuna violazione rispettando in pieno la normativa prevista dalla Direttiva e-commerce relativa agli hosting provider.

Il ruolo di Viagogo si concretizza solo nella gestione della bacheca virtuale sulla quale gli inserzionisti pubblicano automaticamente gli annunci, si riporta di seguito quanto affermato testualmente dalla Società: “Viagogo non pone in essere alcun intervento, neanche limitato all’ottimizzazione o promozione delle offerte” in quanti “la piattaforma promuove unicamente gli eventi nel loro complesso e la sua attività di intermediazione, mai le singole offerte presenti sui propri siti”;

  1. che il mercato secondario non è vietato dalla normativa italiana, infatti, la liceità della rivendita di biglietti sarebbe confermata dal fatto che la disciplina vigente obbliga gli operatori del mercato primario a fornire il servizio di cambio nominativo sul biglietto. Pertanto, non vi sarebbe alcuna violazione nel fornire un servizio di rivendita di biglietti su un apposito marketplace online;

  2. non è compito dell’hosting provider, in quanto escluso dalla legge, monitorare e sorvegliare attivamente il contenuto e le offerte caricate dagli utenti venditori sulla piattaforma “Viagogo” così come disposto dagli artt. 14-15 della Direttiva e-commerce. Infatti, il controllo attivo e preventivo delle offerte pubblicati da terzi comporterebbe per la Società un dispendio economico troppo elevato che muterebbe altresì il modello di business di quest’ultima;

  3. non ha mai ricevuto alcuna segnalazione volta a rimuovere le singole offerte e che qualora fossero pervenute avrebbe provveduto alla rimozione immediata delle offerte illecite. L’unica segnalazione ricevuta dalla Società è l’atto di contestazione notificatole da parte dell’Autorità, nella quale, però, non vi era la richiesta di rimozione di alcuna offerta, ma erano contestate in maniera generica la presenza di offerte illecite. Al contrario di quanto disposto dalla normativa in materia relativamente agli obblighi degli hosting provider passivi, infatti, quest’ultimi sono tenuti alla rimozione dei contenuti illeciti solo in seguito alla segnalazione di uno specifico contenuto.

Le suesposte deduzioni presentate da Viagogo nella propria memoria difensiva sono state ritenute infondate dall’Autorità per i motivi che seguono:

  1. preliminarmente, l’AGCOM ha analizzato attentamente l’attività svolta da Viagogo constatando che non è possibile qualificare la posizione di quest’ultima quale hosting provider passivo. Infatti, la Società non si limita a mettere in contatto i potenziali venditori e acquirenti, ma utilizza i cc.dd. indici di interferenza, ossia condotte attive nell’utilizzo della piattaforma quali, ad esempio, indicizzazione, catalogazione, aggregazione, valutazione e promozione dei contenuti anche attraverso tecniche di valutazione comportamentale degli utenti al fine di aumentare la fidelizzazione. L’Autorità ha fatto riferimento a quanto disposto dalla Cassazione con sentenza, n.39763 del 19 marzo 2019, che ha stabilito che tali indici di interferenza costituiscono parametri idonei a qualificare l’hosting provider come attivo e non passivo come sostenuto dalla Società.

Infatti, sulla piattaforma “Viagogo” le offerte dei singoli biglietti sono aggregati per eventi, ad esempio, “Eventi top”, “Eventi Principali in Italia”, “Eventi Internazionali” etc. La condotta attiva tenuta dalla Società nella fase delle operazioni di acquisto di biglietti è stata confermata anche dal fatto che, durante la pubblicazione delle offerte, le descrizioni delle caratteristiche dei biglietti sono integrate direttamente da Viagogo AG attraverso l’apposizione di diciture volte a descrivere, ad esempio, la buona visibilità del posto oppure con modalità di marketing con la quale la piattaforma spingeva gli utenti ad acquistare il biglietto attraverso la tecnica del conto alla rovescia per il completamento dell’operazione di acquisto. Inoltre, la Società forniva un servizio di assistenza multilingue oltre che nella fase di acquisto del biglietto anche nella fase pre e post-vendita, nonché forniva la garanzia di autenticità del biglietto al compratore e la ricezione del denaro al venditore, dimostrando così un ruolo attivo nelle operazioni di acquisto di biglietti.

  1. Dunque, l’Autorità ha rilevato che la posizione di Viagogo non è qualificabile come mero intermediario siccome il contatto diretto tra il venditore e l’acquirente è vietato in tutte le fasi della transazione. Inoltre, in considerazione della su dimostrata qualifica di hosting provider attivo di Viagogo AG, l’Autorità ha ribadito che la Società non potrebbe beneficiare in ogni caso della clausola di esonero di responsabilità prevista dalla Direttiva E-commerce, in quanto, questa presuppone che l’hosting provider non sia a conoscenza delle offerte illecite pubblicate sulla piattaforma, e nel caso di specie sembrerebbe assurdo affermare che la Società non fosse al corrente dell’illiceità delle predette offerte.

  2. L’AGCOM nel provvedimento in esame ha ribadito che, alla luce dell’attività istruttoria svolta, la Società, con riferimento alla vendita di biglietti, risulta avere un ruolo attivo e che, pertanto, le argomentazione poste in essere da quest’ultima, nella propria memoria difensiva, relativamente alla necessità di una preventiva e specifica richiesta di rimozione dell’offerta illecita non è pertinente al caso di specie e che in ogni caso le offerte illecite non sono state rimosse né a seguito di contestazione né a seguito delle successive interlocuzione avvenute tra la Società e l’Autorità.

Alla luce di quanto appena esposto, l’AGCOM ha confermato la violazione dell’articolo 1, comma 545, della legge n. 232/2016, relativamente ai 131 eventi già individuati nell’atto di contestazione 02/21/DSDI e ha emanato una sanzione pari ad euro 23.500.00,00, ordinando altresì la rimozione degli eventi contestati.

Daniele Lo Iudice

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