Il Garante Privacy ha ammonito un cittadino che aveva installato telecamere di sicurezza sulla propria proprietà che riprendevano aree pubbliche, tra cui un parco giochi e una piazza. I Carabinieri segnalanti avevano infatti notato l’impianto di videosorveglianza comprendeva una telecamera con possibilità di movimento a 360° che poteva riprendere zone non di diretta pertinenza e registrare le conversazioni di chi passava nelle vicinanze.

Il Garante ha stabilito che la ripresa di aree pubbliche è avvenuta in maniera non conforme ai principi di liceità e di minimizzazione dei dati della normativa sulla privacy. Solo in presenza di situazioni di pericolo concreto si può estendere la ripresa delle videocamere anche ad aree comuni, luoghi aperti al pubblico o di pertinenza di terzi, purché ciò sia adeguatamente motivato e suffragato da idonea documentazione.

Nel caso specifico, il cittadino ha sostituito la telecamera in questione con una telecamera fissa puntata verso l’ingresso subito dopo l’apertura dell’istruttoria, quindi il Garante ha qualificato il caso come “violazione minore”, ai sensi dell’art. 83, par. 2 e del Considerando 148 del Regolamento e limitato il suo intervento al solo ammonimento.

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